“VIVER SANI E BELLI” – MARZO 2021

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L’insonnia primaverile

L’insonnia può presentarsi in qualsiasi periodo dell’anno, ma tende ad accentuarsi in primavera, quando l’organismo fatica ad adattarsi ai nuovi ritmi della natura

L’insonnia è un problema molto diffuso ma spesso sottovalutato. Si tratta di una condizione di insoddisfazione relativa alla qualità, alla quantità o alla durata del sonno, che perde quindi la sua efficacia ristoratrice. Può presentarsi in qualsiasi periodo dell’anno ma tende ad accentuarsi nelle stagioni di “passaggio”, in particolare in primavera, quando le giornate si allungano, la temperatura comincia ad alzarsi e l’organismo è costretto a ricalibrarsi sui nuovi ritmi della natura. Vediamo le cause e le soluzioni.

Un problema con tante cause

L’insonnia primaverile ha una durata molto breve e si risolve naturalmente non appena l’organismo si abitua alle nuove condizioni ambientali e climatiche. Non va pertanto confusa con quella “cronica” che può protrarsi anche più di 3 mesi e che dipende in genere da malattie organiche o psichiatriche o dall’uso di alcuni farmaci.

L’ambiente è disturbato: Talvolta si tratta di insonnia “acuta” (situazionale o episodica), che può essere scatenata da fattori di disturbo ambientale (come rumori o luce) in qualsiasi periodo dell’anno, ma è favorita dagli stati di particolare stress psicofisico tipici dei cambi di stagione. Non dovrebbe persistere mai oltre le quattro settimane.

Le allergie non aiutano: Oltre ai cambiamenti ambientali tipici della primavera, anche le eventuali allergie possono contribuire a compromettere la qualità del sonno. Infatti, i sintomi della rinite allergica (congestione nasale, prurito agli occhi e difficoltà respiratoria) spesso non danno tregua nemmeno di notte determinando “l’insonnia da allergia”.

L’ansia peggiora le cose: Oltre alle cause organiche, l’insonnia può avere un’origine psicoemotiva. In particolare, nelle persone ansiose, può dipendere dall’aumento dei livelli di stress tipici del cambiamento di stagione o da una difficoltà ad addormentarsi causata dall’aumento di luce. A sua volta l’umore risente della riduzione o del peggioramento del sonno, che provoca situazioni di apatia, nervosismo e può alterare i meccanismi ormonali che governano l’equilibrio psicoemotivo.

Conta anche la paura: Una forma particolare di insonnia è la cosiddetta “insonnia condizionata”, che nasce da un circolo vizioso in cui il timore di non riuscire a dormire provoca un’attivazione emotiva riflessa che si traduce in effettiva insonnia.

Donne più a rischio: L’insonnia interessa più del 30% della popolazione occidentale, con una maggiore incidenza soprattutto tra le donne giovani che vivono sole o non svolgono attività lavorativa extradomestica. Il divario tra i sessi tende a ridursi con l’avanzare dell’età, quando il disturbo si cronicizza nelle persone che fin da giovani ne hanno sofferto, indipendentemente dal genere di appartenenza.

Come risolvere

Esistono diverse strategie da adottare per affrontare meglio le notti primaverili: vediamole in dettaglio.

Modificare le abitudini: Svegliarsi e coricarsi a orari regolari, evitare di svolgere attività troppo stimolanti nelle ore serali, ridurre il consumo di caffeina e altri alimenti stimolanti a fine giornata, non utilizzare dispositivi tecnologici prima di andare a letto.

Ridurre lo stress: Per contrastare i fattori che possono ostacolare il buon riposo si rivelano utili anche tecniche come yoga, meditazione, mindfulness. A questo si possono aggiungere massaggi e agopuntura e non vanno sottovalutate le forme più tradizionali di esercizio fisico, che aiutano a scaricare lo stress.

Aiutarsi con i rimedi naturali: Nell’insonnia episodica, o comunque nelle forme meno serie, i sintomi possono essere alleviati ricorrendo ad alcuni rimedi naturali. La fitoterapia – Tisane a base di malva, passiflora, camomilla, tiglio, valeriana, melissa, biancospino, escolzia e altre esercitano un vero e proprio effetto ansiolitico e ipnoinducente. L’aromaterapia – Gli oli essenziali di lavanda, bergamotto e basilico svolgono un’azione distensiva, soprattutto se aggiunti all’acqua della vasca per un bagno caldo serale.

Curare la dieta: L’ideale è di consumare cene leggere ed evitare di assumere sostanze che inducono un prolungato stato di allerta, come caffeina e zucchero, ma anche tè verde, guaranà e ginseng. Privilegiare, invece, alimenti ricchi di triptofano (come latte, yogurt, formaggi magri, uova, banane, riso, cioccolato e frutta secca a guscio) e melatonina (come le ciliegie).

Eliminare gli allergeni in camera: Per ridurre gli effetti negativi della rinite allergica sul riposo notturno è fondamentale rimuovere gli allergeni dalla camera da letto. In particolare può essere utile cambiare spesso la biancheria del letto, lavandola ad alte temperature, e lasciare il cuscino chiuso in una sacca di plastica durante la giornata. In più bisognerebbe evitare di dormire con le finestre aperte, meglio dotarsi di un climatizzatore con filtro antipolline per ripulire l’aria.

QUESTO DISTURBO PUO’ AVERE INPORANTI RICADUTE SULLA SALUTE E SULLE ATTIVITA’ QUOTIDIANE, PER QUESTO, SE SI PROTRAE A LUNGO O SI PRESENTA TROPPO SPESSO, È MEGLIO CHIEDERE IL PARERE DI UNO SPECIALISTA

 

Se la difficoltà a riposare si protrae per più di 4 settimane, è opportuno rivolgersi a un esperto del sonno per risolvere il problema prima di andare incontro a conseguenze negativa sulla salute fisica e mentale e sulla qualità della vita a lungo termine.

La diagnosi dell’insonnia avviene innanzitutto mediante un colloquio con lo specialista. Esistono poi alcuni specifici test strumentali non invasivi (polisonnografia, actigrafia e test diurno delle latenze multiple del sonno) che consentono di monitorare l’andamento del sonno e risalire alle possibili cause del problema. Se gli accertamenti da parte dello specialista rilevano un problema più complesso di una semplice insonnia stagionale, occorre intraprendere percorsi di cura più decisi.

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Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2021|